Nel decreto “Milleproroghe” l’affaire Uber e Flixbus dimostra che siamo vecchi dentro

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Ogni giorno che passa è evidente che l’Italia è un paese per vecchi. Vecchie logiche corporative, vecchi paradigmi, Anziani seduti su una panchinavecchi politici riciclati mille volte.

L’Italia è quel (ex)belpaese dove di fronte al fallimento di un progetto politico, mentre ovunque all’estero, i partiti rimangono gli stessi e cambiano i dirigenti, invece si cambia nome al partito ma le facce rimangono sempre quelle.

E’ proprio di questi giorni il decreto “milleproroghe” – che già il nome, mette i brividi. All’interno di questo testo legislativo si presentavano due misure in direzione completamente opposta, da un lato alcune modifiche sulle norme che regolano il servizio di ‘noleggio con conducente’ (detti anche NCC) che a dire dei sindacati dei tassisti avrebbe aperto un varco in favore di Uber. Dall’altro lato una norma ostativa ai servizi di “Bus Low Cost” come Flixbus. Due misure che nel percorso legislativo hanno avuto sorti differenti.

Tassisti contro Uber

Credo avranno visto tutti la protesta dei tassisti in questi giorni, alla ribalta su tutti i giornali e magari provata sulla propria pelle di cittadini andando in una grande città e provando ad avvalersi dei servizi di trasporto con ‘auto pubblica’. Per chi non lo conoscesse, Uber è una piattaforma dove autisti con licenza NCC propongono un servizio personalizzato di trasporto in auto, grazie ad una app, utilizzabile da smartphone, è possibile prenotare un auto con conducente che vi prelevi all’ora X in un posto e vi porti in un altro luogo programmato, nella app è possibile da subito conoscere il prezzo della corsa e pagare immediatamente con carta di credito. É un servizio diverso da quello dei taxi che stazionano in apposite piazzole, oppure possono essere chiamate (come i radiotaxi) ed arrivano a prendervi con tempi di attesa non sempre precisi per portarvi a destinazione. Ora i tassisti si scagliano con una veemenza inaudita contro un servizio che sostanzialmente è diverso e costa di più… quindi dov’è la concorrenza sleale? Rispetto ai taxi, il servizio di Uber è moderno, accessibile dai nuovi strumenti di comunicazione, offre trasparenza nei prezzi e semplicità d’impiego. Mi è capitato a Roma di prenotare un Uber per andare dalla stazione Termini ad un indirizzo in zona EUR, ho pagato 23 €,  per il ritorno, non sapendo un orario preciso, ho chiamato un taxi ed ho speso 20 € ma il servizio è stato incomparabile, molto migliore Uber. Quindi i tassisti invece di modernizzarsi, scendono in piazza, bloccano le città… ed il decreto viene modificato in loro favore.

Servizi di trasporto Bus contro FlixBus

Le grandi aziende di trasporto con corriere da turismo riescono, grazie probabilmente a qualche politico amico, a far inserire nel ‘milleproroghe’ una misura di legge tesa ad ostacolare i servizi di trasporto con Bus LowCost a lunga percorrenza, uno su tutti FlixBus. Questi si muovono in sede politica rappresentando le loro ragioni, in un primo tempo il decreto viene emendato (di fatto la modifica perdeva di sostanza) ma nel testo definitivo è stato approvato nella prima versione. Quindi a tutela dei dinosauri megastrutturati delle imprese di trasporto bus.

Ora a prescindere dal fatto che entrambe le norme, a mio personale avviso, sono in aperta violazione delle regole del libero mercato e della libera concorrenza e come tali sanzionabili sia dall’antitrust nazionale, se facesse il suo mestiere, sia dall’Unione Europea, come norme che instaurano regimi protezionistici del mercato e come tali contrari a tutti gli indirizzi comunitari.

Ma emerge un altro fatto, in Italia, valgono ancora le corporazioni, le grandi imprese, non come nel mondo anziano che guarda un cantiereanglosassone in forma di lobby, dichiarate e trasparenti, ma come componenti subdole che nel sottobosco delle relazioni politiche privilegiate si fanno forti contro l’ammodernamento del sistema paese, che andrebbe a tutto vantaggio dell’intera popolazione, in questi come in altri numerosi casi.

La new economy, la sharing economy sono due aspetti della modernità, opportunità alla portata di tutti, capaci di creare nuovi mercati per nuovi o differenti servizi, sono ‘oceani blu’ esattamente come avvenuto nel trasporto aereo, non si vede come e perchè dovrebbe essere differente in questo caso.  L’Italia degli ordini professionali, delle corporazioni, della duplicazione degli enti con competenza sulla stessa materia. Un paese drammaticamente in stallo e senza possibilità di riscatto se non si cambiano gli assiomi del pensiero politico.

Ho visto costruire nuovi poli aziendali con dichiarata vocazione all’innovazione in luoghi non serviti da connessioni in fibra ottica, vedo ogni giorno precipitare il mondo del made in Italy  di qualità (moda, food, etc…) verso la massificazione delle produzioni delocalizzate, vedo un paese avvitato su se stesso e dove la classe politica che dovrebbe avere invece la capacità di visione sul progresso, usa sempre le medesime misure e gli stessi parametri per rispondere a nuove sfide. Non se ne esce in alcun modo. Prevale quindi la tristezza e la voglia di andarsene.