5 consigli su come NON usare i bandi di finanziamento pubblico…

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Il pretesto di questo articolo mi viene dato dalla sfortunata vicenda dei ricercatori del sud Italia allettati dai bandi di finanziamento dal titolo “Social Innovation” ed oggi in buona parte in grandi difficoltà per l’insolvenza dello Stato.

un idea più il denaro fanno la startupCorreva l’anno 2012 ed il presidente del consiglio era Monti, il Ministro Francesco Profumo titolare del MIUR con delega all’innovazione tecnologica, lanciano un bando denominato ‘Social innovation’ per finanziare progetti innovativi di giovani startupper under30 nell’ambito delle smart cities. A distanza di 5 anni, errori procedurali, lentezze burocratiche, ritardi nei pagamenti (insomma le solite cose all’italiana) stanno mettendo in ginocchio delle giovani imprese.

Più o meno in quel periodo ho fatto un’attività di docenza all’Università di Palermo nell’ambito di un Master nell’area dell’Innovazione, alcuni dei giovani partecipanti mi chiese un parere su questo bando, gli dissi di ragionare sul loro progetto ed alla fine li dissuasi dall’idea di presentare domanda di partecipazione, cosa che mi risulta abbiano poi fatto ed oggi forse ne saranno lieti, anche se all’epoca probabilmente mi hanno considerato un ‘miope retrogrado’.

Alcune semplici regole.

Permettetemi quindi di stilare un piccolo set di regole per decidere se e quando accedere ai bandi di finanziamento:

  1. Innanzi tutto il tema della sostenibilità del progetto, ovvero, dal momento che comunque dovrete anticipare il denaro necessario per realizzare la vostra business idea e quindi metterci vostri soldi o indebitarvi con le banche, chiedetevi se la vostra iniziativa imprenditoriale sta in piedi anche senza il finanziamento, se un realistico break-even può essere ottenuto entro 3 massimo 5 anni e se nel frattempo siete in grado di sostenere finanziariamente l’attività necessaria al suo funzionamento.
  2. Avete fatto un business plan del vostro progetto che non tenga conto degli eventuali finanziamenti ottenibili tramite i bandi? Vi siete ricordati di inserire nel business plan anche la remunerazione del vostro lavoro o pensate di vivere d’aria o farvi mantenere per i prossimi 3-5 anni? Potrà sembrare banale, ma non avete idea dome tutor o mentore di nuovi progetti di impresa mi sia trovato a valutare idee che non consideravano questo aspetto o lo sottovalutavano pesantemente.
  3. Avete fatto una corretta analisi del mercato nel quale il vostro prodotto/servizio si andrà a collocare e degli attori/competitor che già vi operano? Qual’è il vostro valore aggiunto capace di fare la differenza?
  4. Avete considerato eventuali condizioni ‘capestro’ dei bandi che state considerando? Ad esempio, soprattutto nelle start-up il vincolo di trasferire in tutto o in parte la proprietà intellettuale del progetto che state cercando di farvi finanziare all’ente finanziatore, a quel punto vi trovereste nella condizione di non essere più titolari del diritto di sfruttamento commerciale della vostra idea, di fatto espropriati dalla vostra azienda se nasce soprattutto o solo per quel progetto di prodotto/servizio. 
  5. Avete guardato bene ai vincoli del finanziamento proposto dai bandi? Capita che se vi vengono finanziate anche attrezzature e/o macchinari gli stessi non possano essere venduti prima di X anni. Si tratta di una condizione comprensibile in alcuni casi, tesa ad evitare che dietro alla domanda di finanziamento vi siano logiche puramente speculative, ma quando si tratta, soprattutto di imprese della new economy, la rapidità di obsolescenza di molte attrezzature può diventare un vincolo fortemente penalizzante. Solo per fare un esempio, se nella vostra business idea c’è la previsione di dotarvi di una stampante 3D che vi fate finanziare dal bando, il progetto parte ed ha successo, impedirvi di venderla usando il ricavato per comprarne una più moderna, veloce e performante può diventare un grave svantaggio.

Consigli in estrema sintesi

  • non pensate di mettere in piedi un’impresa/progetto solo perché ci sono bandi di finanziamento;
  • considerate i bandi di finanziamento come un’opportunità di accelerare il processo di avvio di impresa e non come una condizione fondante dell’iniziativa stessa;
  • proteggete la vostra idea, depositatela, brevettatela se possibile, certificatene la data certa di creazione in relazione alla proprietà intellettuale stessa dell’idea, insieme al vostro personale know-how sono gli unici patrimoni di cui disponete, come ogni patrimonio mettetevi nella condizione di farlo fruttare al meglio delle vostre possibilità;
  • “think out of the box” mantenete la mente aperta e fuori dagli schemi, anche del vostro progetto, può darsi che rimanga lo stesso per un decennio, ma può essere che vi siano opportunità di evoluzione anche per condizioni esterne, pochi mesi dopo il suo lancio, siate pronti a coglierle e ad approfittare dei vantaggi da ‘first mover’.

 Detto tutto questo, vi auguro in bocca al lupo… perché anche di fronte alla migliore business idea, al progetto perfetto e dettagliato, alle condizioni di mercato più favorevoli, nessun acceleratore è meglio di una ‘sana botta di culo’ !