Le ragioni del fascino di Mujica: tra modello romantico ed utopia

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il fascino di Mujica

Nei giorni scorsi l’ex-presidente José “Pepe” Mujica è stato anche a Modena, nel suo ‘tour’ di promozione del libro di Andrés Danza e Ernesto Tulbovitz Una pecora nera al potere, sono stato ad ascoltarlo ed ho visto in un luogo colmo di persone, forse fin sopra al limite della capienza dell’auditorium, tantissimi colpiti dal fascino del modello espresso ed incarnato dall’ex-presidente dell’Uruguay, mi sono chiesto perchè? 
Un mio post su Facebook ha suscitato anche diverse reazioni polemiche e commenti avversi, e come spesso capita, proprio chi ‘non è allineato al pensiero maggioritario’ mi offre lo spunto di riflettere e di ragionare, un percorso logico che vorrei condividere qui.
Effettivamente alla fine Mujica non è che dica cose molto originali, “lavoriamo per vivere, non viviamo per lavorare” è una frase che ho sentito per la prima volta più di trent’anni fa… “il denaro è un mezzo, non un fine…” altra grande banalità… e allora quali sono le ragioni del tanto seguito che Mujica ha in giro per il mondo?

Mi sono convinto che il fascino che Mujica sta riscontrando tra tante persone consista in due fattori fondamentali:
1) ha fatto e continua a condurre una vita che incarna i valori che dichiara. In un mondo dove i politici fanno politica con per fare del bene al popolo ed alla “cosa pubblica”, dichiarano un programma per essere eletti per poi fare tutt’altro una volta saliti al potere, quest’uomo invece ha fatto ciò che si proponeva di fare, rammaricandosi di aver fatto forse meno del 30% delle cose che avrebbe voluto realizzare. Se dovessi sintetizzare quindi una prima ragione del fascino di Mujica direi che risiede nella coerenza della sua vita, dal pensiero ai fatti passando attraverso l’azione politica.
2) ciò che dichiara è banale, ma così banale da essere chiaro a tutti noi, a risvegliare un fattore di nostalgia romantica nel nostro animo; un altra banalità: “si stava meglio quando si stava peggio”. Quando non si barattava il tempo della propria vita per avere il denaro per acquistare l’ultimo smartphone che durerà al massimo 1-2 anni, o forse meno, ma che ci è costato magari un intero mese, del nostro tempo-vita di lavoro che avremmo potuto usare a fare cose migliori, come poter amare di più le persone vicine, passare una giornata all’aria aperta, aiutare qualcuno in difficoltà… è tale il contrasto tra questo principio e la nostra vita attuale da colpirci forte, come un pugno alla bocca dello stomaco, da toglierci il respiro. Mujica non declama i principi del ‘socialismo reale’, no, lui incarna i principi del buon senso comune, banale, ma noto a tutti noi e capace di risvegliare quella parte di noi che ci fa chiedere se siamo diventati tutti idioti… salvo poi autoassolversi con la giustificazione: “così va il mondo”. Mujica ci mostra una cosa diversa, che anche in un mondo che va in una certa direzione, ha peso il comportamento individuale di ognuno di noi!

In tanti pensiamo almeno una volta all’anno: “ma chi me lo fa fare?” – Sbattersi ogni giorno per avere sempre qualche decina o centinaia di euro in più da gettare in un supermercato o uno store di elettronica, un l’ennesimo paio di scarpe con un armadio già pieno ben oltre il necessario? Mujica lo ha fatto, lo fa nella sua vita di contadino, ci ha messo di fronte all’esempio che SI PUÓ FARE, e questo colpisce le persone. Si può avere un etica che ti porta a rinunciare al 90% dello stipendio da presidente di un paese, e donarlo a delle ONG che si occupano degli ultimi, perchè quel 90% rappresenta il superfluo, ciò di cui non ha bisogno per vivere.
Se io guardo ad un esempio banale, le common farm o gli orti di quartiere che ci sono in tante cittadine inglesi, ultimamente anche in qualche quartiere londinese, dove ognuno coltiva, ed ognuno prende dall’orto, anche dalle piante coltivate da qualcun’altro ciò che gli è strettamente necessario, e ce n’è abbastanza per tutti; poi guardo al mio piccolo paesello nella pianura padana, dove si organizza un orto didattico per la scuola primaria (cosa di un paio di anni fa) ed appena le prime verdure sono state mature, qualcuno nottetempo ritiene utile prendere tutto e distruggere le piante, beh, lascio che sulla distanza di pensiero la risposta ve la diate da soli…
Tra l’egotismo del ‘vivere solo per sé’ e l’abnegazione altruistica del ‘donare la propria vita agli altri’ vi sia una via di mezzo del “vivere insieme agli altri, rispettandosi a vicenda” – altra grande banalità direte voi – certamente! Ma quando si è persa la via, nella società di oggi, quando sono smarriti i punti di riferimento, abbiamo più bisogno di riportarci ai principi fondamentali, e da lì ripartire.

In realtà i concetti espressi da Mujica, con estrema semplicità, sottendono concetti molto più complessi, dietro la strumentalità del denaro, mezzo e non fine del nostro tempo-lavoro, ci sono anche gli aspetti di sovranità monetaria, del principio etico di non ‘fare denaro con il denaro’. Un forte contrasto con tutta l’economia virtuale, una bolla che minaccia di esplodere da un momento all’altro e che potrebbe segnare la fine dell’economia mondiale per come è stata fino ad oggi concepita… ma il messaggio di Mujica è chiaro, ognuno di noi può fare la sua parte, senza aspettare che sia qualcun’altro a farla per primo!
Il fascino di questo concetto è devastante, ma sottende un utopia a cui la maggior parte di coloro che vivono il mondo occidentale a nord dell’equatore non sono pronti!